giovedì 23 marzo 2017

Inedito: I veri rapporti tra 'i due papi'

Riprendo nella nostra traduzione da Benoit et moi, 22 marzo. Un ulteriore quadro della situazione da una fonte attendibile supportato dai link ai testi qui disponibili sugli eventi chiamati in causa.

Strana 'protezione' et alia: nel discorso per il 65° di sacerdozio
Premessa di Benoit e moi
Le poche notizie sul Papa emerito che emergono in quella che alcuni chiamano "la stampa di regime" fanno regolarmente riferimento ai buoni rapporti di amicizia e di complicità tra il Papa emerito e quello regnante. E ogni celebrazione è un'occasione perché Benedetto XVI costituisca l'opportunità di mettere in risalto Francesco, come se il primo potesse esistere solo attraverso il secondo, o in riferimento a lui. "Opporre" i due Papi è un esercizio politicamente e religiosamente scorretto o almeno riservato ai malvagi "nostalgici" e agli altri seguaci della teoria del complotto. 
[...] Di seguito la traduzione di un articolo di Giuseppe Nardi che riporta le osservazioni di uno dei vaticanisti tedeschi favorevoli a Francesco, Andreas Englisch. Anche se non fornisce prove formali (i turiferari bergogliani non ne portano certamente di più) ma soltanto il suo sentire personale, ciò che dice conferma i dubbi sorti dalla lettura di alcuni resoconti e dall'attenta osservazione di alcune immagini. E in ogni caso, è attendibile.
(...) poche cose legano Francesco a Benedetto XVI: questi è relegato ad un ruolo di mera comparsa, in occasione delle sue apparizioni pubbliche,  ma il papa regnante coglie l'occasione per la facciata e lo fa entrare in scena in caso di necessità. Su questo sfondo, l'assenza di Benedetto nell'ultimo concistoro del 19 novembre 2016 acquista una nuova dimensione.

Di monachesimo abbiamo bisogno - Cristiano Lugli

La commemoratio fatta il 21 Marzo, in ricordo del Sacro Transito dell'Abate S. Benedetto da Norcia, ha accompagnato una tre giorni di grande esultanza dovuta soprattutto alla traslazione della solennità di San Giuseppe, passata a lunedì.
Il ricordo di San Benedetto apparso liturgicamente subito dopo quello del Casto Sposo di Maria Santissima, rafforza anche la speranza del cristiano, certo di avere accanto due grandi Patroni: essenzialmente Patroni della Buona Morte. Questa la stretta correlazione fra i due Santi, il secondo dei quali ha avuto come grazia straordinaria quella di morire "in piedi", affiancato dalla sua figliolanza spirituale, per essere già intravisto nella Gloria dei Santi:

mercoledì 22 marzo 2017

Trieste 22 marzo. Il card. Gerhard Ludwig Müller alla Cattedra di San Giusto

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Il terzo incontro della Cattedra di San Giusto per il tempo di Quaresima 2017, in programma per mercoledì 22 marzo, alle ore 20.30, presso la Cattedrale di San Giusto martire in Trieste, avrà per tema “Credo la Chiesa cattolica e apostolica“. La conferenza sarà tenuta da Sua Eminenza il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. 
Ieri abbiamo pubblicato il testo dell'intervento, nello stesso contesto, del Card. Robert Sarah: “Credo la Chiesa una e santa”.
Purtroppo, abbiamo dovuto registrare anche una notizia, apparsa sul Piccolo di Trieste, così vergognosamente formulata: Raccolta firme contro l'arrivo del cardinale "anti-Bergoglio", Gerhard Müller - Un gruppo di fedeli si oppone all’invito del vescovo al teologo che critica Papa Francesco e non collabora sulla pedofilia TRIESTE. Pontificare “ex cathedra” non dovrebbe essere consentito a un cardinale. Tanto più se la Cattedra è quella di San Giusto. Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, già vescovo di Ratisbona, è atteso domani 22 marzo alla Cattedra di San Giusto in cattedrale, alle 20.30, ospite desiderato di monsignor Giampaolo Crepaldi e indesiderato da una parte della comunità diocesana triestina. 
Stile e contenuti della contestazione, al solito, tacciano come oppositore chiunque si azzardi a dire la sua secondo l'insegnamento costante della Chiesa. Non paghi, in questo caso, neppure del fatto che il Cardinale si sia sempre espresso in termini estremamente rispettosi nei confronti papa e non del tutto in conformità col ruolo da lui rivestito di prefetto della CdF. Infatti ha parlato come dottore privato attraverso interviste [qui - qui] ed è rimasto sul vago pur riprendendo l'insegnamento costante della Chiesa, ma sostanzialmente non rispondendo ai Dubia, perché evidentemente il Papa non vuole che risponda. Con la conseguenza che, mancando un'interpretazione autentica dell'Autorità ufficiale, ogni pastore si orienta come meglio crede e il caos continua.
Ciò nonostante ci auguriamo che coloro che seguono questo sito e che si trovano a Trieste e dintorni questa sera confluiscano in Cattedrale, perché una chiesa piena sarebbe la migliore risposta a quei signori modernisti e alla loro intolleranza da 'pensiero unico' che tutto tollera tranne l'insegnamento perenne della Chiesa.

martedì 21 marzo 2017

Norcia, estratta intatta dalle macerie della basilica la statua di San Benedetto

Oggi 21 Marzo, nell’antica memoria di San Benedetto, i vigili del fuoco allibiti estraggono intatta dalle macerie della Basilica di Norcia, la statua del santo.
Era li nella cripta della Basilica andata completamente distrutta nel terremoto magnitudo 6,5 del 30 ottobre 2016, sotto una montagna di macerie, aspettava i pompieri che, scesi per la prima volta dopo mesi, sono rimasti allibiti nel vederla in piedi, senza alcun danno, in una cripta completamente distrutta.
Lì, dove la tradizione vuole siano nati San Benedetto e Santa Scolastica, in una nicchia la statua era intatta. Il santo protettore di Norcia ha stupito tutti di nuovo. Emozionantissimi tutti gli abitanti e il sindaco Nicola Alemanno: “La grande notizia – ha commentato il sindaco – è che è venuto giù tutto nella cripta ma è stata trovata in piedi la statua di San Benedetto all’interno, così come è in piedi la sua statua nella piazza: tutti i monumenti sono stati danneggiati tranne le statue del nostro santo protettore.” San Benedetto non ha abbandonato mai i suoi fedeli, e la sua protezione fortissima e incredibile si è manifestata di nuovo oggi, nella sua festa. [Fonte]

“Credo la Chiesa una e santa” - Robert card. Sarah

Come già annunciato qui, la sera del 15/03/2017, il Card. Robert Sarah è intervenuto a Trieste, nella Cattedrale di San Giusto martire, sul tema “Credo la Chiesa una e santa” per la serie di incontri della “Cattedra di San Giusto per il tempo di Quaresima 2017”. Ne riprendiamo il testo dalla trascrizione sul sito della diocesi a cura del Vescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi.

Cattedra di San Giusto - Cattedrale di San Giusto martire in Trieste, 15 marzo 2017

“Credo la Chiesa una e santa”
Robert card. Sarah

Il tema che mi è stato assegnato per questa meditazione, “Credo la Chiesa una e santa”, si rivolge all’ambito ecclesiologico, portando l’attenzione in particolare su due aspetti essenziali della Santa Chiesa, quali la sua intrinseca unità e la sua incorruttibile santità. Prima di addentrarci a riflettere su tali dottrine, desidero mettere in evidenza la loro cornice ed anche il loro fondamento, che sono dati dalla fede. Che la Chiesa è una e santa, è oggetto della fede cattolica. Il primo vocabolo del titolo della presente meditazione è la parola “Credo”. Sappiamo che il Simbolo della fede Niceno-costantinopolitano, frutto dei primi due concili ecumenici (325 e 381), che recitiamo nelle solennità liturgiche durante la celebrazione dell’Eucaristia, inizia proprio con il verbo “credere”. Nel testo greco originale del Concilio di Nicea I e poi del Costantinopolitano I, i Padri conciliari utilizzarono il plurale: “Noi Crediamo”. La versione liturgica ha adottato il singolare: “Credo in un solo Dio…” con quel che segue.

Nasce il partito islamico italiano?

Testo collegato con : Erdogan e la profezia di Houellebecq, pubblicato qui.

Burqa e poligamia in primo piano!
Secondo una strategia pianificata in vari paesi e ora infiltratasi anche i Italia assistiamo al primo passo per la nascita di un partito islamico, con l'evidente intento di garantire all'islam non solo un bacino elettorale e una voce politica ma anche una evidente sfera di influenza.
Una delle primissime richieste: togliere il divieto che alcuni datori di lavoro impongono alle donne islamiche di togliersi il velo. In più, in passato, il promotore di questo progetto difendeva il diritto degli islamici ad avere più mogli. Insomma la linea politica di questo partito è ben presto delineata, col beneplacito dei radical chic di sinistra nostrani. [Fonte]

I 'frati di Maometto'
Inoltre, prendete atto: ci sono i "frati di Maometto" che fanno proselitismo. Quello che per noi è una sciocchezza, secondo il papa...
Faccia a faccia con la setta islamica che fa proselitismo nelle periferie: "Così diffondiamo il vero islam del Profeta" 
Gli studiosi li chiamano i “testimoni di Geova dell’islam”. E probabilmente lo sono. O se volete sono i “frati di Maometto” che islamizzano l’Italia. Missionari. Itineranti. Settari.
Da loro hanno preso vita i Talebani e nel loro curriculum vantano legami con Al-Qaeda. Predicano il vero islam, quello radicale, e ad esso riconvertono i musulmani dalla fede affievolita. Vivono come il Profeta, s’ispirano alla sua giornata, vestono come lui. In questo modo avvicinano migliaia di giovani nei Paesi europei, soprattutto tra i nuovi immigrati. “Fratelli” da riportare all’islam attraverso una ritualità quotidiana che produce il “rifiuto dell’Occidente” e li “preserva dalla contaminazione della società occidentale”.
I Tabligh Eddawa (Società della Propaganda) sono una setta di islamici “itineranti”. Nascono negli anni ’20 in Pakistan dall’idea di Muhammad Ilyas Kandhalawi. A differenza dei Fratelli Musulmani, che affrontano una battaglia politica per l’affermazione dell’islam, i Tabligh si contraddistinguono per la loro attenzione alla spiritualità. I membri si sottomettono a sei principi fondamentali: la preghiera, il ricordo continuo di Dio, lo studio, la generosità, la predicazione e la missione. “Insegniamo ai ragazzi come essere dei buoni musulmani, li avviciniamo all’unico vero islam”, racconta a Il Giornale Saydawi Abdel Hamid, imam Tabligh a Roma. L’unico modo per essere felici è vivere di duro lavoro e interiorizzare il fine ultimo dell’islam: il Jihad [non è altro che taqiya = dissimulazione]. “Noi parliamo solo del Jihad interiore - precisa però Hamid - quello contro le tentazioni”. Eppure, un articolo della rivista italiana di intelligence “Gnosis” non esita a definirli “una setta che pratica il lavaggio del cervello”, un primo gradino verso il radicalismo islamico. [Fonte]

Erdogan e la profezia di Houellebecq

Non occorre essere profeti per capire come questa brutta storia può andare a finire. È consolante constatare che c'è sempre chi vede la verità e la afferma. Manca però chi ne tragga le conseguenze e agisca responsabilmente.

Quando “Sottomissione” di Michel Houellebecq venne pubblicato in Europa era il gennaio del 2015. La vittoria profetizzata del partito “Fratellanza Musulmana“, nel 2022, in un Francia totalmente arrendevole nei confronti della visione del mondo islamica, sembrava uno scenario plausibile, ma comunque surreale.

Arrivarono poi gli attentati dell’Isis in terra d’oltralpe, Houellebecq divenne un caso, qualcuno invocò il Nobel per la letteratura, altri responsabilizzarono la sua letteratura, quasi ad incolparla per le tragedie avvenute. Scoppiò la bolla mediatica di quello che già era uno degli scrittori francesi più famosi nel mondo, Michel Houellebecq, insomma, si consolidò come romanziere, certo, ma in qualche modo anche come profeta. Le recenti elezioni olandesi rischiano di rafforzare l’ispirazione di quel libro.

Bergoglio: l'apoteosi del Soggettivismo Emozionalista/3 - don Curzio Nitoglia

Una nostra premessa:
Mantenendo fede a tanti suoi precedenti interventi, don Curzio ci invita alla preghiera, unico rimedio ai mali presenti. Ci invita a continuare a pregare: infatti, chi di noi non prega da anni il Signore perché ci mandi finalmente un Papa come si deve, veramente cattolico? Finora le preghiere non sono comunque servite a niente. Questo pure è un fatto. Anzi, sembra che più si prega, più la situazione peggiora. Allora, pregare non serve a niente? No, evidentemente (Mt 21, 22). Pregare, per noi cattolici, è anche un dovere. Il Signore non ha forse detto: "Pregate, per non cadere in tentazione"? In questo caso, la tentazione sarebbe quella della disperazione, dell'abbandono anche formale della Chiesa e simili atteggiamenti, che metterebbero in pericolo grave la nostra anima.
Ma, se l'unico rimedio alla gravissima crisi attuale è la preghiera, allora tanto vale chiudere questo blog, che costa tante energie alla nostra cara Mic, e che ognuno preghi a casa sua.
Con questo voglio dire che, a mio avviso, il Signore si aspetta da noi, soprattutto da quelli che hanno studiato e sono capaci di esprimersi a certi livelli, oltre alle preghiere anche qualcos'altro, se ho ben inteso il significato della parabola dei talenti (Mt 25, 14 ss.).
Il "qualcos'altro" l'abbiamo visto di recente nei Dubia dei quattro cardinali, oggi probabilmente sottoposti a forti pressioni interne perché non procedano oltre. E non avremmo bisogno di vederlo anche in un appoggio aperto all'azione dei 4 Cardinali da parte di quei chierici che, pur consapevoli e apertamente critici (in generale) della gravità della situazione, guardano a quell'azione con malcelato scetticismo e si limitano ad invitarci a pregare? Se, in passato, nelle epoche di grave crisi nella gerarchia cattolica e nella fede, ci si fosse limitati a pregare, l'eresia e i cattivi costumi avrebbero vinto e la Chiesa cattolica sarebbe scomparsa da secoli. (PP)

Bergoglio: l'apoteosi del Soggettivismo Emozionalista/3
Terza parte
Parte Prima e Seconda qui

Dio non è cattolico

Una delle frasi choc di papa Francesco è “Io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio” (A. M. Valli, 266. Jorge Mario Bergoglio. Franciscus P. P., Macerata, Liberilibri, 2107, p. 13, nota 2)[1].

Ora “cattolico” significa “universale”. La “cattolicità è la terza nota della Chiesa cattolica, come recita il Credo Niceno-Costantinopolitano. Infatti la Chiesa di Cristo (e quindi di Dio, poiché Cristo è il Verbo Incarnato, vero Dio e vero uomo) è l’umanità socialmente e soprannaturalmente organizzata in Cristo, che per natura sua abbraccia tutti gli individui della stirpe umana (se non in atto, almeno in potenza) ed è pertanto universale, ossia cattolica[2]. Se Dio non fosse universale o “cattolico”, la Chiesa da Lui fondata non sarebbe cattolica e il Credo Niceno-Costantinopolitano sarebbe sbagliato, il che è impossibile perché in esso si trova infallibilmente compendiata tutta la fede della Chiesa.

lunedì 20 marzo 2017

L'arcivescovo Forte, il professor Melloni e le "quattro ciliegie" indigeste

Val la pena riprendere pari pari l'articolo di Sandro Magister su Settimo cielo. E varrà altrettanto la pena formulare adeguate repliche alle affermazioni sofiste e pretestuose dei due personaggi citati. Quanto alla prospettata collegialità, vi rimando, intanto, a riflessioni già fatte [qui - qui - qui].

Per capire come Francesco agisce con i suoi oppositori, l'arcivescovo e teologo Bruno Forte è un oracolo da non perdere, specie da quando ha riferito in pubblico che cosa il papa gli disse durante l'ultimo sinodo, nel quale fungeva da segretario speciale:
"Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati, questi [gli oppositori - ndr] non sai che casino ci combinano. Allora non parliamone in modo diretto, tu fai in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io".
Le conclusioni, si sa, Francesco le ha tratte nell'esortazione postsinodale "Amoris laetitia", ma in una forma così ambigua che inevitabilmente ha aggravato le contrapposizioni e la confusione in tutta la Chiesa, e ha indotto quattro cardinali a chiedergli pubblicamente di fare chiarezza sui "dubia" creati da questo suo magistero liquido.

Segnalazioni dei lettori. Il card. Sarah a Trieste

Fonte e Coyright dell'immagine
La sera del 15/03/2017, il Card. Robert Sarah è intervenuto a Trieste, nella Cattedrale di San Giusto martire, sul tema “Credo la Chiesa una e santa” per la serie di incontri della “Cattedra di San Giusto per il tempo di Quaresima 2017”. Il Vescovo di Trieste Crepaldi, ne ha annunciato la trascrizione sul sito della diocesi. Al momento non è ancora disponibile. Fra i temi di attualità toccati, ad esempio:
- non si può essere in unità con la Chiesa se non si è santi (riferimento più o meno implicito, fatto almeno un paio di volte, all’unione con chi è in stato di peccato mortale…)
- la missione della Chiesa è di tipo soprannaturale e non deve essere semplicemente una ong...
Naturalmente il discorso è stato molto più ampio, pur toccando anche quei temi. Ne consiglio vivamente la lettura, se sarà resa disponibile... Al momento ho trovato solo il podcast a questo link.
Ora qui il testo integrale della conferenza.