lunedì 23 gennaio 2017

L'Incarnazione del Verbo, il silenzio di Maria e il tormento di San Giuseppe

Nell’Incarnazione ci sono tre abissi che in sé sono insondabili e li conosceremo solo nella vita eterna: Cristo, la BVM e S. Giuseppe” (E. Hugon).
La teologia e San Giuseppe 

Il principio fondamentale da cui derivano tutti i privilegi della Madonna è la sua Maternità divina. Il principio primo da cui derivano i privilegi di S. Giuseppe è di lui l’inserzione nell’ordine dell’Unione Ipostatica, ossia l’unione della natura umana alla Persona divina in Cristo[1] in quanto sposo di Maria e padre verginale del Verbo Incarnato

S. Tommaso d’Aquino insegna che “una missione eccezionale affidata da Dio ad una persona richiede in lei una santità e una dignità proporzionata” (S. Th., III, q. 7, a. 9). Ora il compito di Giuseppe verso il Verbo Incarnato è stato il più alto dopo quello di Maria. Quindi la dignità e santità di Giuseppe è la più alta dopo quella della BVM, essa è “unica al mondo in ogni tempo” (R. Garrigou-Lagrange, La Mère du Sauver et notre vie intérieure, Parigi, 1941, p. 346).

domenica 22 gennaio 2017

Giovedì 26 gennaio. Danilo Quinto a Firenze


Gesuiti viennesi: Lutero e Ignazio - Testimonianza di fede. Sono forse equivalenti?

Che dire dei Gesuiti viennesi, che preparano esercizi spirituali ecumenici all'insegna di Lutero e Ignazio - Testimonianza di fede. Sono forse equivalenti?
(cliccare sull'immagine per ingrandire) 

Del resto se il Papa arriva a dire
"a Lund è stato ricordato che l’intento di Martin Lutero, cinquecento anni fa, era quello di rinnovare la Chiesa, non di dividerla". 
Il resto non è che conseguenza

Mons. Athanasius Schneider sul concilio

Mons. Athanasius Schneider, segretario Generale della Conferenza Episcopale del Kazakhstan, è il vescovo ausiliare di Astana (Kazakhstan) e vescovo titolare di Celerina. Nato Anton Schneider (il 7 aprile 1961), a Tokmok, nell’allora Unione Sovietica, ha assunto il nome religioso Atanasio dopo essere entrato nell’ordine dei Canonici Regolari della Santa Croce di Coimbra. Studioso e docente di patristica, Mons. Schneider, da qualche anno, fa sentire la sua voce profetica per cercare di svegliare l’Occidente dal torpore spirituale che sta vivendo, a seguito, specialmente, di false interpretazioni dei perenni insegnamenti della Chiesa e della teologia cattolica. Di seguito pubblichiamo una sua intervista esclusiva a La Fede quotidiana

Monsignor Schneider, nel suo libro “Dominus Est – Riflessioni di un Vescovo dell’Asia Centrale sulla sacra Comunione”, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, lei ha incoraggiato la Chiesa a sostenere la pratica della Santa Comunione sulla lingua e in ginocchio. Ci spiega brevemente le motivazioni teologiche e storiche di tale modalità?

“Le motivazioni teologiche si appoggiano sulla verità della fede della presenza vera, reale e sostanziale del Corpo e del Sangue di Cristo sotto le specie del pane e del vino, e questa presenza contiene anche la divinità di Cristo a causa dell’unione ipostatica, cioè contiene “totum et integrum Christum“, come ha detto il Concilio di Trento. C’è anche la verità che Cristo è presente in ogni parte o frammento del pane. Poi c’è la verità della transubstanziazione. Tutte queste verità sono state dogmaticamente definite dal Magistero della Chiesa. Se prediamo sul serio la verità nella quale crediamo, dobbiamo mostrare la nostra fede con il nostro comportamento esteriore. La fede deve riflettersi nelle opere concrete, la teoria e la prassi, la fede e il culto, la lex credendi e la lex orandi devono concordare vicendevolmente. Altrimenti la nostra fede diviene zoppicante e col tempo prenderà la forma di una fede gnostica. Alla fine la fede concreta nella presenza reale, la fede nella presenza della divinità, la fede nella presenza di Cristo nei minimi frammenti, la fede nella transustanziazione svanisce. C’è una legge inesorabile della psicologia umana: i gesti ripetuti e divenuti poi abituali, determinano con il tempo il modo di pensare. Quindi, se io tratto ciò che è il più sacro, il più sublime, ciò che è il mistero per eccellenza, ciò che è Dio onnipotente stesso (totus et integer Christus) quasi con lo stesso gesto come io prendo l’alimento ordinario e con un modo sprovvisto di un inequivocabile gesto d´adorazione, io non solamente contraddico la profondità della mia fede, ma commetto oggettivamente un atto d’informalità, indegno della maestà infinita di Cristo (anche se questa maestà è umilmente nascosta nella specie del pane). Questo pericolo reale rappresenta una vera motivazione pastorale. Qui entrano ancora altri due aspetti d’importanza eminentemente pastorale: – il fatto sempre più diffuso della perdita dei frammenti eucaristici, i quali cadono sulla terra e in seguito sono calpestati; – il furto dilagante delle ostie sacre. Tutto ciò si verifica a causa del gesto così insicuro, banale e mai esistito nella Chiesa, cioè l’uso odierno di distribuire la santa Comunione sulla mano (l’uso dei primi secoli era notevolmente diverso)”.

sabato 21 gennaio 2017

Colombia: un sacerdote è stato VERAMENTE sospeso a divinis perchè non dava la S. Comunione ai divorziati

Riprendiamo da Rorate Caeli by Radio Spada.

Se i Vescovi di Malta smentiscono le minacce di cui era stata data notizia, in Colombia invece lo fanno sul serio: un sacerdote, don Luis Carlos Uribe Medina (foto a lato) della diocesi di Pereira, il 16 gennaio 2017 è stato sospeso a divinis dal Vescovo Rigoberto Corredor Bermùdez, per non avere seguito le nuove direttive imposte dalla sciagurata Amoris Laetitia su Matrimonio e S. Comunione ai divorziati risposati e per averle criticate pubblicamente.
Siamo giunti al momento in cui i sacerdoti fedeli vengono scomunicati, umiliati e cacciati dalla chiesa... È scisma.
Le immagini sottostanti riportano la traduzione del decreto 
(cliccare per ingrandire)

Il Papa ricorda Lutero: "Voleva rinnovare la chiesa, non dividerla". E c'è di più...

Ripropongo questo articolo, perché ho scoperto, consultando l'originale del discorso alla Delegazione finlandese, un'affermazione del papa ancora più grave rispetto alla riabilitazione di Lutero, perché tocca la Liturgia, fonte e culmine della nostra Fede. Del resto non può che esser la conseguenza di una simile visione sull'eresiarca che, tra l'altro, sappiamo bene cosa pensasse della 'Messa papista'. Il tutto viene lasciato cadere come se niente fosse. Non possiamo permetterlo!
Oltre a invitarvi ad approfondire, consultando i link a testi-chiave inseriti ad hoc nell'esposizione, continuo a richiamare, per chi ci leggesse solo ora, l'indice degli articoli già pubblicati sul tema generale del 'falso ecumenismo'.

Francesco riceve una delegazione della chiesa luterana finlandese e ribadisce la necessità di impostare un cammino comune tra le due confessioni religiose [qui
La quotidiana uscita stravagante:
"a Lund è stato ricordato che l’intento di Martin Lutero, cinquecento anni fa, era quello di rinnovare la Chiesa, non di dividerla".
Ma, a ben vedere, quel che viene dopo è ancora più grave: 
 "In particolare, siamo grati al Signore per i risultati che sono stati conseguiti nel dialogo tra luterani e cattolici. Ricordo il documento comune “Justification in the Life of the Church” [qui - qui in corso di perfezionamento qui]. Su questa base, tale dialogo prosegue nel suo promettente cammino verso un’interpretazione condivisa, a livello sacramentale, di Chiesa, Eucaristia e Ministero. Gli importanti passi avanti compiuti insieme stanno costruendo un solido fondamento di comunione di vita nella fede e nella spiritualità, e i rapporti sono sempre più pervasi da uno spirito di sereno confronto e di fraterna condivisione.".  
Oltre a ribadire le inaccettabili convergenze sulla 'Dottrina della giustificazione' [vedi - e qui], se riconosce che c'è bisogno di una interpretazione sacramentale comune, significa che anche noi cattolici siamo ancora alla ricerca della verità. Anche sull'Eucarestia (!?) [vedi qui - qui - qui]. 

Su Lutero, Benedetto XVI, a Erfurt, si era espresso in maniera più sfumata:
«Il pensiero di Lutero, l’intera sua spiritualità era del tutto cristocentrica: “Ciò che promuove la causa di Cristo” era per Lutero il criterio ermeneutico decisivo nell’interpretazione della Sacra Scrittura. Questo, però, presuppone che Cristo sia il centro della nostra spiritualità e che l’amore per Lui, il vivere insieme con Lui orienti la nostra vita.». 
Lo stesso Giovanni Paolo II, scrivendo al card Willebrands, presidente dell’allora Segretariato per l’unità dei cristiani si era pronunciato in termini inusitatamente morbidi, ma non così totalmente e inopportunamente riabilitanti:

don Elia. Censurato

Vedi articolo di oggi su TradiNews: cosa dicono in Francia della traduzione in francese del Messale Romano.

Per inculcare una nuova visione della realtà che faccia da supporto ideologico al regime che si vuole imporre, bisogna manipolare i testi fondativi di una società o, quando possibile, impedirvi l’accesso. Nella Chiesa Cattolica questo è accaduto durante e dopo il Vaticano II. La seconda soluzione fu adottata per tutti (o quasi) gli esponenti della teologia precedente, completamente scomparsi dai libri e dall’insegnamento, nonché dai cataloghi delle case editrici; i nomi e le opere degli autori tra l’Otto e il Novecento furono radiati dalla storia o, nel migliore dei casi, condannati alla damnatio memoriae: se non altro si poteva ancora sapere che erano esistiti, ma solo per farne bersaglio di esecrazione o di dileggio. Contemporaneamente veniva tolto ogni argine agli scrittori dubbi o palesemente eretici, che assurgevano al ruolo di maestri indiscutibili – e, soprattutto, intoccabili. Là dove un’operazione del genere non era possibile (cioè con i testi biblici) si scelse invece la prima soluzione: una vera e propria manipolazione perpetrata in nome dell’approccio scientifico.

I tedeschi ammettono: AL ha provocato uno scisma di fatto. il papa deve chiarire.

Ancora una informazione tempestiva e ben documentata di Marco Tosatti su Stilum Curiae.

Non modera i termini Guido Horst, commentatore del giornale cattolico tedesco Tagespost in un breve articolo sullo stato della Chiesa dopo l’Amoris Laetitia. “Uno scisma di fatto”, così scrive. Un termine che se non sbagliamo è già stato usato nel recente passato dal vescovo ausiliare di Astana, Athanasius Schneider.

Ѐ indicativo di una divisione che si allarga ogni giorno, invece di comporsi, il fatto che nello stesso tempo il quotidiano gestito dalla Segreteria della Conferenza Episcopale Italia, Avvenire, dedichi invece un articolo a dire che in realtà tutto va bene, e si chiede “Chissà che cosa servirà ancora per porre fine a un dibattito che a sempre più fedeli appare pretestuoso?”.

venerdì 20 gennaio 2017

L’intenzione di preghiera ecumenica e antropocentrica di Bergoglio. L’unione dei cristiani «al servizio delle sfide dell’umanità»

Dei precedenti, e soprattutto dello snaturamento dell'Apostolato della Preghiera dal nuovo conio umanitarista e mondialista, abbiamo parlato: qui - qui - qui - qui.

L’intenzione di preghiera ecumenica e antropocentrica di Bergoglio:
L’unione dei cristiani «al servizio delle sfide dell’umanità»

Nel nuovo anno continua la diffusione dei video mensili del papa con la sua intenzione di preghiera. Per gennaio 2017, ecco riproposto il logoro messaggio ecumenico e antropocentrico.
Il testo:
Nel mondo attuale, molti cristiani di diverse Chiese lavorano insieme al servizio dell’umanità bisognosa, per la difesa della vita umana e della sua dignità, del creato e contro le ingiustizie.
Questo desiderio di camminare insieme, di collaborare nel servizio e nella solidarietà nei confronti dei più deboli e di coloro che soffrono è motivo di gioia per tutti.
Unisci la tua voce alla mia per pregare perché tutti contribuiscano con la preghiera e la carità fraterna a ristabilire la piena comunione ecclesiale al servizio delle sfide dell’umanità.
( Il video con l'intenzione di preghiera del gennaio 2017 è su youtube:
https://www.youtube.com/watch?v=MobnalFxb-0 )
La rivoluzione è in pieno svolgimento a ritmi sempre più accelerati. Questa la didascalia dalla fonte: «Il Video del Papa è un’iniziativa globale sostenuta dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato della Preghiera) per collaborare alla diffusione delle intenzioni mensili del Santo Padre sulle sfide dell’umanità». Abbiamo notato come dapprima si è cambiato il nome del tradizionale Apostolato della Preghiera in Rete Mondiale di Preghiera per il papa poi, gradualmente, sono cambiati anche i contenuti. Di fatto la cattolicità è stata trasformata in mondializzazione, mentre le preghiere hanno perduto completamente il senso della riparazione, dell’unione col Sacrificio Eucaristico, della richiesta della salvezza per tutti gli uomini: sono preghiere per lo più sentimentali, superficiali, “ecumeniche” ed inter-religiose, sempre più orientate alla Nuova Religione Globale.

E se la Chiesa tace...

Fino a qualche decennio fa la Chiesa, davanti alle calamità, invitava a pregare e non a dire, come chi non è cristiano e non ha la fede, "Perché?" come una persona qualsiasi... Organizzava rogazioni, Messe votive, recite collettive del Rosario, processioni pubbliche. Oggi tace. E riserva una pseudo-carità umanitaristica ai "migranti"-invasori, che sono peggio delle calamità naturali che stanno mettendo in ginocchio il nostro Paese.

Se la Chiesa tace o risponde che Dio è ingiusto [qui] alla domanda sulla sofferenza e anche alla domanda: "dov'è Dio in tutto questo"? di fronte alle calamità più difficili da subire e da gestire, mi sovviene come Etty Hillesum, ebrea morta ad Auschwitz, rifiutava questa domanda. 'Perché cercare Dio in un'opera umana? Ѐ l'uomo (noi diremmo l'uomo senza Cristo') responsabile di tutto ciò'.
Mi ha colpito il messaggio di un lettore. Alla domanda di "cosa, senza polemiche, non ha funzionato"?, il Presidente della Regione Abruzzo ha detto: Niente "è mancata la protezione divina"... non gli si può dare torto. E la conseguenza del silenzio della Chiesa è che oggi purtroppo ci si ricorda di Dio - seppure lo si ricorda senza ribellarglisi - solo quando le cose vanno male...
Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!